Agnes Denes: la natura nel cuore di Milano

 

Foto: nytimes.com
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Agnes Denes e la Land Art.
Erano gli anni ’70 e si cercava un nuovo modo di fare arte; un’arte che permettesse di comunicare con la terra, per riprenderci ciò che, l’industrializzazione, due guerre mondiali e una ripresa economica alimentata dal consumismo ,avevano spazzato via: il contatto con la terra.
Molti artisti americani, delusi dal Modernismo e desiderosi di valutare il potere dell’arte al di fuori dell’ asettico ambiente delle gallerie, decide di rendere la terra stessa il proprio ambiente espositivo. Allargare il campo dell’arte per farlo coincidere con la realtà dicendo basta agli oggetti-icona, feticci di un retaggio culturale legato al materialismo. La natura è arte e la sua dimensione sublime è ciò che deve interessare. La famosa Spiral Jetty di Robert Smithson ne è un perfetto esempio.

foto: thelivingmoon.com
foto: thelivingmoon.com

Realizzata con fango, cristalli di sale, pietre di basalto e acqua, questa spirale è visibile solo in alcuni momenti dell’anno, quando il livello dell’acqua si abbassa a sufficienza. La realizzazione necessitò di parecchia manodopera che venne interamente finanziata dalla Dwan Gallery di New York. Può sembrare difficile immaginare che una spirale realizzata con materiali naturali possa essere considerata un’opera d’arte perchè non è trasportabile, sempre visibile e perchè con il tempo andrà perduta ma è proprio questo il principio della Land Art. ll sale e la spirale sono simbolo del passaggio del tempo, dietro all’opera non vi è alcuna idea o astrazione, solo realtà.

L’environmental Land Art di Agnes.
Agnes Denes è un’artista ungherese, naturalizzata in America,diventata famosa per le sue installazioni ambientali. Dopo aver studiato pittura presso la Columbia University di New York, abbandona i pennelli e i colori per esprimere se stessa e la sua arte attraverso altri medium. Ciò che Agnes vuole esprimere con la sua arte, va aldila dell’idea di continua trasfomazione del paesaggio di Smithson e non c’è nessuna vena critica nei confronti delle gallerie e del sistema artistico. Agnes Denes vuole unire all’espressione artistica l’importanza del messaggio ecologista.

foto:weadartists.org
La targa della capsula del tempo depositata nella Contea di Sullivan nel 1968 foto:weadartists.org

La prima performance artistica con messaggi ecologisti avvenne nel 1968 con “Rice/Tree/Burial“. Vennero piantati dei semi di riso presso la contea di Sullivan a New York e seppellita una capsula del tempo contenente dei messaggi per la terra. Lo scopo della performance era proprio quello di riprendere i contatti con la santa madre terra.
Il vero successo e l’ espressione più completa e matura del messaggio di Agnes Denes, avvenne nel 1982 con Whetafield a confrontation. L’opera commissionata dalla Public Art Fund, prevedeva la piantagione di due ettari di grano, nella zona di Battery Park City, vicino al World Trade Center, di fronte alla Statua della Libertà. Agnes Denes, con questa installazione, rappresentò gli ideali del sogno americano, il paese che l’aveva accolta però non gestiva in maniera appropriata il  territorio e non faceva nulla di realmente significativo per combattere la fame del mondo.

foto:weadartists.org
Agnes Denes, Wheatfield foto:weadartists.org


Porta Nuova e Expo 2015.
33 anni dopo, a Porta Nuova, quartiere simbolo della Milano che cambia,nella zona in cui sarà edificata la Biblioteca degli alberi dell’architetto Petra Blaisse, è stata replicata l’istallazione Whetafield di Agnes Denes. Tra grattacieli e edifici futuristici sono stati piantati ben 5 ettari di grano. L’opera è stata finanziata dalle fondazioni Riccardo Catella,  Nicola Trussardi e Confagricoltura; si è deciso di occupare l’area interessata per renderla più ecologica e perfettamente in linea con il motto di Expo: “Nutrire il pianeta, energia per la vita“.

foto: Fondazione Riccardo Catella, Milano
foto: Fondazione Riccardo Catella, Milano

Wendell Berry negli anni 70 affermò: “L’unico mezzo con cui possiamo preservare la natura è la cultura” e Wheatfield non è solo un’installazione artistica ma  anche un richiamo volto a stimolare un rapporto con la terra ormai  perduto.
Come afferma la stessa Agnes Denes: “Si tratta di fecondare il suolo, lasciare che il seme di un’idea cresca letteralmente, germogli, dia frutto. Ha a che fare con la creazione e la vita: a volte tendiamo a dimenticare i processi basilari della natura. Il campo di grano vuole essere un’intrusione nella City, un confronto con quello che pensiamo essere l’alto grado di civilizzazione che abbiamo raggiunto. Wheatfield diventa una sorta di Shangri-la, un piccolo paradiso, un posto dell’infanzia, un pomeriggio d’estate in campagna, un luogo di pace e di valori perduti piantato dentro la grande città”
Il mondo dei campi, l’agricoltura e la natura stessa ci appaiono come realtà molto lontane dalla vita di tutti i giorni, a tratti ostili ma il progetto MiColtivo della Fondazione Riccardo Catella vuole invitare i cittadini milanesi ad un maggiore coinvolgimento con la terra. Gia il 28 febbraio erano numerose le famiglie che si sono presentate per coltivare questo grano marzolino, chissà quante se ne presenteranno a Luglio in periodo di trebbiatura.

Suzanne Piana

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