Alimentazione vegana e prevenzione del cancro

Alimentazione vegana per prevenire il cancro (fonte: magazine.expo2015.org)
Alimentazione vegana per prevenire il cancro (fonte: magazine.expo2015.org)

Che la prevenzione sia uno strumento fondamentale per ridurre la mortalità per cancro è una convinzione ormai radicata nella nostra società; ciò che risulta ancora poco noto è lo straordinario contributo che una corretta alimentazione può fornire alla nostra strategia preventiva. Nel 2014 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha pubblicato il nuovo Codice Europeo Contro il Cancro (ECAC), nel quale sono elencati i dodici pilastri della lotta ai tumori. Secondo le stime della Commissione Europea, promotrice dell’iniziativa, se le indicazioni contenute nel documento venissero seguite scrupolosamente, sarebbe addirittura possibile ridurre il numero dei casi di tumore nel nostro continente di più del 50%.

Il Codice Europeo Contro il Cancro.
Oltre alle raccomandazioni più note, come ad esempio l’invito a non fumare, a non consumare bevande alcoliche e a non esporsi al sole senza un’adeguata protezione, il Codice fornisce importanti indicazioni riguardanti l’alimentazione. Come spesso avviene, gli studi più moderni non fanno che riconfermare la saggezza antica; tutti i suggerimenti forniti nell’ECAC possono infatti essere riassunti in due semplici parole: dieta mediterranea. A patto però che si sappia realmente cosa ciò significhi. Nei paesi occidentali, nel corso degli ultimi cento anni, si è assistito a un radicale cambiamento dello stile alimentare tradizionale; il consumo di proteine animali è diventato preponderante, così come l’utilizzo di farine e zuccheri raffinati. La dieta mediterranea vera, quella dei nostri antenati, non includeva, se non occasionalmente, l’utilizzo di questi alimenti, essa si fondava principalmente su quattro categorie di cibi: frutta, verdura, legumi e cereali integrali. E proprio in questa direzione muovono le indicazioni del Codice Europeo Contro il Cancro.

Proteine animali e tumori.
Il professor Franco Berrino, a lungo Direttore del Dipartimento di Medicina preventiva e predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, sostiene da anni la stretta correlazione tra il consumo di proteine animali e l’insorgenza del cancro. Il Progetto EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and nutrition, il più grande studio prospettico mai intrapreso che segue oltre 500.000 persone reclutate in dieci paesi europei), al quale il professore ha partecipato, ha chiaramente dimostrato che il consumo di carni rosse (quelle conservate in particolar modo) favorisce i tumori dell’intestino, laddove un consumo quotidiano di fibre vegetali ha invece un effetto preventivo nei confronti di questa patologia. Dagli studi effettuati è emerso che un soggetto che consumi 200 grammi al giorno di carne rossa ha una probabilità di sviluppare un tumore colon-rettale addirittura doppia rispetto a un soggetto che ne assuma meno di 50 grammi.

(fonte: alimentazione.letteradonna.it)
Frutta, verdura, legumi e cereali integrali sono la base della dieta mediterranea (fonte: alimentazione.letteradonna.it)

Si sospetta inoltre che il consumo di carne possa essere collegato ad altre forme tumorali come quelle dello stomaco, dell’esofago, del pancreas, del polmone e della prostata. Anche l’utilizzo di latticini è fortemente sospettato d’incrementare l’incidenza di diversi tipi di tumori; è ormai dimostrato infatti che il latte contribuisce ad aumentare la produzione d’insulina e i livelli del fattore di crescita IGF-I, correlati all’aumento di rischio del tumore alla prostata, all’ovaio e alla mammella. Ciò nonostante, sul sito del Ministero della Salute si raccomanda ancora l’utilizzo di latte parzialmente scremato e di latticini a basso contenuto di grassi come fonte di calcio. Come sottolinea il professor Berrino, però, sono sufficienti l’assunzione quotidiana di semi di sesamo e il consumo settimanale di mandorle per ottenere il giusto apporto di questa vitamina.

Meglio Vegani.
Anche le carni bianche, sebbene meno dannose di quelle rosse, andrebbero eliminate dalla propria dieta; come tutti i cibi di origine animale, anch’esse sono ricche di acido arachidonico, sostanza dalla quale il fisico sintetizza le prostaglandine infiammatorie. Come sostiene la dottoressa Anna Villarini – biologa e specialista in Scienza dell’alimentazione – nel suo libro Prevenire i tumori mangiando con gusto, edito da Picwick, la maggior parte delle malattie, ivi compresi tutti i tipi di tumori, è riconducibile agli stati infiammatori dell’organismo.
Accanto all’eliminazione degli alimenti proinfiammatori è dunque consigliabile l’assunzione di cibi con caratteristiche antinfiammatorie quali il riso integrale, i semi di sesamo, le noci e la soia, tutti alimenti immancabili sulla tavola di un vegano.

Giorgia Fissore

foto: magazine.expo2015.org; alimentazione.letteradonna.it

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