Animal Free Fashion, la moda cruelty free di LAV

Save The Duck, partner di Animal Free Fashion ( www.fashiontimes.it )

 

Oltre 300 marchi internazionali di moda hanno aderito al progetto Fur-Free, che ha come obiettivo la dismissione di pellicce animali. In Italia, LAV si è impegnata nel progetto Animal Free Fashion, che mira a diffondere una moda etica e a difesa  degli animali sfruttati nell’industria dell’abbigliamento: non solo degli animali cosiddetti “da pelliccia”, ma anche di quelli usati per ricavare piume, pelle, seta e lana.

L’idea ha un logo significativo. Si tratta di un animale selvatico, simile ad un cervo e dotato di ali: gli animali da proteggere per Animal Free Fashion sono, infatti, di tante specie diverse; l’obiettivo unico è salvarli dallo sfruttamento dell’industria della moda.

Alle aziende che aderiscono al progetto Animal Free Fashion, LAV assegna due rating: un rating etico detto AFF, che valuta le aziende in base al non utilizzo di materiali di origine animale con 4 livelli: V per sostituzione di pelliccia animale, VV per sostituzione di piume, VVV per sostituzione di seta e pelle, VVV+ per la sostituzione della lana; il rating premiante, invece, è per quelle società che permettono ai consumatori di conoscere le singole politiche commerciali etiche.

 

Logo Animal Free Fashion
Logo Animal Free Fashion ( www.lav.it )

 

Un’ indagine svolta da ISPO Ricerche a fine gennaio 2015 su 3600 intervistati d’Italia, Francia, Regno Unito, Germania Olanda e Polonia ha verificato che utilizzare materiali alternativi alla vera pelle o vera pelliccia “fa tendenza”. Il sondaggio ha misurato la propensione all’acquisto di capi di abbigliamento animal free, ovvero senza pelliccia, piume, pelle, sete e lana, mostrando una certa sensibilità da parte di italiani e francesi. L’81,1% di essi è favorevole all’acquisto di capi di abbigliamento privi di materiali di origine animale.

Vestire animal free, come riporta il sito di LAV, oggi è anche più semplice, perché reperire prodotti di moda etica e sostenibile è più facile rispetto agli anni scorsi grazie alle numerose aziende sensibili al tema. Possiamo vestire animal free anche per tutelare la nostra salute: è stato rilevato che le sostanze chimiche utilizzate nella lavorazione delle pellicce siano chimiche, tossiche e cancerogene. Perché non acquistare capi di abbigliamento in maniera consapevole?

 

Arianna Montemurro

foto:  fashiontimes.it; lav.it

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