Canapa, salvare l’ambiente e l’economia

Canapa, salvare l’ambiente e l’economia (vitaesalute.net)
Canapa, salvare l’ambiente e l’economia (vitaesalute.net)

La canapa può essere utilizzata in infiniti modi che migliorerebbero l’ambiente e l’economia, oltre che la salute.
È una pianta erbacea che germina in primavera, fiorisce in estate e dà i suoi frutti in autunno. Per crescere e diventare produttiva impiega pochi mesi, a differenza di un albero che richiede anni e cui sono connessi problemi di disboscamento.

I TANTI PRODOTTI OTTENUTI DALLA CANAPA
Dal Neolitico fino a pochi anni fa, la canapa ha avuto un’importanza prioritaria per lo sviluppo di tantissimi paesi. Materia prima per la produzione di carta, utilizzata negli shampoo, saponi, creme o cosmetici, nella medicina umana e veterinaria come antinfiammatorio, nell’industria tessile per l’abbigliamento, questa pianta era coltivata in larga scala sia nei paesi orientali sia occidentali, specialmente in Italia.
Prima di essere proibita, entra nella storia come parte delle prime automobili prodotte in serie nel 1923, più precisamente, nel modello Hemp Body Car, ovvero “auto con il corpo in canapa”, molto più leggera delle concorrenti sul mercato e alimentata con etanolo di canapa. Non solo nelle macchine, questa pianta si poteva trovare fra le mura delle abitazioni come rivestimento, mattoni, colle e vernici.

ALIMENTAZIONE
Alimento unico nel suo genere, i semi hanno un altissimo valore biologico. Contiene acidi linoleici, vitamine, amminoacidi essenziali e acidi grassi, come gli omega-3 e gli omega-6, importanti per la salute. Nella cucina orientale e russa, i semi di canapa erano parte della cucina tradizionale, permettendo di creare pasti economici ma altamente energetici.

canapa (greenme.it)
Semi di canapa, altissimo valore nutrizionale (greenme.it)

I semi di canapa, repereibili in erbostireria, trattati possono essere trasformati in farina, molto simile a quella di grano, latte oppure olio. Dalle foglie o fiori si possono ottenere caramelle, tè o tisane e birra. Ha una composizione proteica unica nel regno vegetale.

PROIBIZIONISMO
Nel 1955 negli Stati Uniti fu proibita qualsiasi forma di coltivazione di questa pianta. Il motivo sembra risalire a ragioni concorrenziali. L’industria Hearst, che produceva carta dagli alberi, era alleata all’industria petrolifera Du Pont. Entrambe non riuscivano a sconfiggere il leader del mercato economico, la canapa. Fecero una campagna  stampa, durata tantissimi anni, per demolire la potenza di questo prodotto. Il nome canapa venne sostituito con la parola “marijuana”, di origine messicana. Questo termine non vantava una conoscenza diffusa e dagli americani era associato al Messico, paese con il quale era stata combattuta una guerra di trincea. Si fondava sulla discriminazione ed evidenza di problematiche che si erano vissute in quegli anni, anche se non reali. I crimini più spietati erano imputati all’uso di questa sostanza, ritenuta diversa dai farmaci cannabinoidi consumati dai comuni cittadini con effetti rilassanti e distensivi, semplicemente perché aveva un nome diverso.

PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
La canapa, non è solo uno stupefacente, ma è stata una delle piante medicinali più usate per migliaia di anni. Tante ricerche in ambito scientifico, la rendono nota e adatta al dolore neuropatico, tumorale, spastico e per la sclerosi multipla. In casi di nausea, vomito, anoressia, asma, glaucoma, allergie, infiammazioni, infezioni, depressioni, ansia… la lista potrebbe continuare a lungo, anche per l’utilizzo dovuto a patologie diverse non crea dipendenza.
Diversi studi hanno riportato proprietà antitumorali, diminuendo la crescita del cancro. Alcune aziende farmaceutiche stanno cercando di sintetizzare farmaci a base di principi attivi sintetici, i risultati sperati sono ancora lontani poiché si sono verificati effetti collaterali che non si presenterebbero con quelli naturali.

La cannabis è considerata una droga allucinogena, cioè che altera le percezioni di chi l’assume. Induce stati di benessere, ilarità, concentrazione, altera la percezione del tempo e non conduce a stati aggressivi.
La pianta non necessita grandi cure o particolari terreni, ulteriore motivo della sua grande diffusione. Non è ancora chiaro se esista un’unica specie o se le classi sono tre. Sativa, più leggera con effetti che interessano l’area mentale, Indica con effetti più profondi che inducono stati meditativi e la Ruderalis, con quantità di THC (tetraidrocannabinolo, principio attivo) minime ma con capacità auto-fiorenti. Quest’ultima è incrociata con le altre per creare nuove specie in grado di avere le proprietà, anche mediche, desiderate.

IN ITALIA
L’Italia, fino a 50 anni fa, era il secondo produttore di canapa di alta qualità, i campi coltivati si trovavano principalmente nelle città di Bologna, Ferrara e Carmagnola e nelle Repubbliche Marinare per costruire corde e vele navali.
Nel 1940 in Emilia, 45000 ettari erano destinati all’agricoltura della canapa specialmente quella da tiglio, trattata per produrre fibre tessili.

fibra tessile adnkronos.com
Canapa da tiglio, fibra tessile (adnkronos.com)

Con l’avvento delle navi a carbone, della carta derivante dal legno degli alberi, delle fibre tessili e del cotone sommata alla paura instaurata dal proibizionismo, il commercio della canapa cominciò a declinare.

Ad oggi la cannabis è illegale, il consumo personale è stato depenalizzato ed è autorizzato l’uso medico.

Le occasione per informarsi, andare a fondo del problema e farsi una propria opinione, sono molte.Un deputato del Pd, partecipante al convegno “L’erba voglio- Legalizzare è giusto e conviene”, tenuta il giorno 20 aprile a Milano, è stato immortalato con una canna in mano. La fiera “MALACANAPA”, www.malacanapa.it, svoltasi dal 24 al 26 aprile a Catania, si fonda sulla divulgazione di informazioni, vedendo la canapa come materia prima dalla quale ricavare oltre 50mila derivati, tutti attraverso processi eco-sintonici, essendo una delle colture più ecologiche e rinnovabili, testo che può essere letto nel loro sito. A Bologna, il prossimo evento fieristico, che si terrà dal 5 al 7 giugno, sarà la terza edizione di “IndicaSativa Trade”, dedicata ai molteplici usi di questa pianta.

In Toscana, e in poche altre città del Belpaese, i medici di famiglia hanno il permesso di prescrivere farmaci a base di cannabis comprabili presso le farmacie. Per non dover ricorrere all’Olanda, l’Istituito chimico farmaceutico di Firenze ha a disposizione alcuni terreni per poterla coltivare e produrre ed analizzare, evitando l’importazione.

Come viene riportato sul sito dall’associazione AssoCanapa, www.assocanapa.org , in Italia è legale la coltivazione rispettando leggi molto restrittive. Interessante è la sezione “Usi della canapa nelle società moderne”, dove si possono leggere tutti i possibili prodotti ottenibili. Il contenuto di THC massimo che può essere presente nelle piantagioni è dello 0,2%, valore che subisce variazioni negli anni, infatti, prima del 2001 era 0,3%. Il maggior deterrente è che, se non si rientra in questo indice, si rischia di essere condannato come trafficante di droga. A scapito dei coltivatori, vi è il fatto che le piante contenenti il principio attivo per avere la marijuana e quelle invece prive hanno lo stesso aspetto, senza analisi di laboratorio non è possibile distinguerle.

Hemp-bio-fuel (toscanapa.com)
Canapa come carburante (toscanapa.com)

Da un unico seme è possibile produrre svariati prodotti che risolverebbero molti dei problemi che affiggono la nostra società:

  • carburante simile al Diesel, sostituendo il petrolio
  • abbigliamento di ogni genere, al posto del cotone o delle fibre sintetiche
  • alimentazione, si assumerebbe un vegetale con proprietà davvero salutari e uniche
  • curare tante, tantissime patologie, dalle più comuni alle più gravi
  • evitare il disboscamento, per produrre carta o mobili, salvando milioni di alberi
  • inserirlo in materiali da costruzione per i più svariati usi
  • evitare la carenza di proteine nei paesi in via di sviluppo

Legalizzarla significherebbe eliminare molte delle restrizioni che impediscono, ad oggi, il rilancio delle coltivazioni ad uso non ricreativo, porterebbe a maggiori controlli sul prodotto finale che è consumato, anche se illegalmente, da tantissime persone esattamente come con l’alcool, legale ben peggiore.

Una società contraddittoria. In un senso si vuole cercare metodi ecosostenibili per sostituire quelli in uso, si promuovono campagne per la sensibilizzazione cittadina rivolte all’ambiente, si parla in continuazione di crisi economica, dall’altra parte invece le energie naturali, le ricerche scientifiche che dovrebbero apportare un cambiamento notevole e immediato, non sembrano essere udite.

Monica Cagnoni

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