Cina, animali vivi venduti come portachiavi

Animali come portachiavi (fonte: firmiamo.it)

Animali come portachiavi (fonte: firmiamo.it)

Sembrano dei giocattoli innocui, dei semplici e colorati portachiavi ma, in realtà, nascondono la follia umana: il colorato animale intrappolato dentro è vivo e non originale un pupazzo di gomma o plastica.

Animali come portachiavi.
Questa è la terribile moda che sta spopolando in Cina e che si protrae da lunghissimo tempo vista la denuncia risalente al 2011, quattro anni fa, della CNN: nel paese d’Oriente, infatti, degli indifesi animaletti (gechi, tartarughe e pesciolini) vengono rinchiusi in bolle di plastica con dell’ossigeno cristallizzato e qualche sostanza nutritiva, per essere poi venduti come portachiavi e gadget per soli 1.50 dollari.

La petizione di Firmiamo.it.
L’usanza del “portachiavi con animale” ha fatto il giro del mondo scatenando le molteplici reazioni degli animalisti, indignati di fronte a tale assurdo trattamento.
Il sito web Firmiamo.it ha lanciato un’importante petizione per fermare questo dilagante fenomeno e per accendere la luce sull’inumano trattamento riservato a questi poveri animali, raggiungendo, in pochissimi giorni, circa 11.800 firme.

Intrappolati, sbattuti e rinchiusi fino al soffocamento.
Questi poveri animali, infatti, sono soggetti a trattamenti mostruosi perché, dopo essere stati intrappolati in minuscoli contenitori di plastica, vengono sballottati, lanciati nel fondo delle borse, dimenticati negli zaini e sbattuti nelle corse frenetiche tra auto, casa e ufficio costantemente attaccati alle chiavi.
Dopo pochi giorni, inoltre, sarebbe necessario liberare i poveri animali a causa dell’esaurimento dell’ossigeno, ma, purtroppo, questa pratica è spesso dimenticata e sottovalutata dagli acquirenti, che condannano quindi i prigionieri ad un atroce soffocamento; anche i “fortunati” liberati, purtroppo, hanno scarse speranze di sopravvivenza a causa proprio dei maltrattamenti subiti.

Ciò che sembra essere assurdo e inumano, risulta invece essere legale in Cina, dove, attualmente, non è prevista alcuna legge nazionale a protezione degli animali, rendendo così lecito questo tipo di trattamento e mostrando come spesso gli animali vengano usati semplicemente come degli oggetti di arredo.

Alessia Telesca

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