Dieta vegana per animali domestici: fatti e miti

Migliaia di vegani hanno animali da compagnia, cani salvati dai canili lager o gattini ritrovati nell’androne di casa o in giardino. Il punto controverso della questione è legato all’alimentazione, se i padroni sono vegani, anche i loro animali domestici dovrebbero esserlo? Lo abbiamo chiesto al veterinario Andrea Corti, specialista
nelle scienze del benessere degli animali, che ci ha chiarito alcuni dubbi.

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foto: thedodo.com

I predatori terrestri

Se dovessimo seguire una logica cibo-animale, dovremmo affermare che il gatto in natura sia in grado di uccidere e mangiare una preda di mezza tonnelata come il Tonno rosso. Insomma la sua capacità di nuotare nelle profondità oceaniche, per accaparrarsi un salmone o del pesce spada, dovrebbe essere paragonabile a quella di un sub esperto. Mai incontrato un gatto che non fosse idrofobo. Mentre il cane (bisogna considerare tutti i tipi di cane, dal Labrador allo Yorkshire) sarebbe in grado di uccidere e mangiarsi una mucca o un maiale o ancora un cavallo. Non trovate tutto ciò assolutamente ridicolo?
Uno dei luoghi comuni sull’alimentazione degli animali domestici quali cani e gatti è la necessita di proteine carnivore. Tutti pensano che sia giusto dare da mangiare al proprio animale pesce o carne e dulcis in fundo dare ai cuccioli di gatto il latte vaccino, come se le loro mamme non siano in grado di produrre latte. In un’affascinante esposizione di illogicità, molte di queste persone propinano ai loro compagni pelosi mangime secco che contiene quasi unicamente materiali di scarto della macellazione di animali imbottiti di antibiotici mescolati e compattati con cereali OGM. E se parli loro di dieta vegana, in un momento si trasformano in esperti di alimentazione e benessere animale preoccupandosi dell’apporto di proteine non ricevute.

Come spiega Andrea è molto difficile reperire del materiale scientifico su questo tipo di argomento, combattere questa forma di saggezza urbana consolidata da decadi è abbastanza complicato ma non impossibile. Infatti esistono dieci studi pubblicati che documentano gli ingredienti più pericolosi nelle diete a base di carni della grande distribuzione, e gli effetti negativi sulla salute dei cani e dei gatti mantenuti con esse. Se volete dare una lettura, li trovate qui

Diete a base di carne: alcune tristi verità

Studi dimostrano che gli animali domestici alimentati con mangimi carnivori venduti nei negozi di animali e nella grande distribuzione sono più propensi a soffrire di problemi ai reni, al fegato, al cuore, alla tiroide. Altri studi dimostrano problemi alla funzionalità neurologica e neuro muscolare oltre che una predisposizioni a malattie infettive e disturbi emorragici.

“Il numero di animali domestici che soffre di cancro e malattie epatiche è in continuo aumento e per la mia esperienza personale si tratta di cani anziani che devono poi essere soppressi”.

L’esposizione per molti anni a determinati tipi di tossine può risultare abbastanza grave; non da causare crisi particolarmente acute ma sufficienti a causare danni cellulari, soprattutto, se tali tossine sono state incluse nella dieta. Il primo organo importante esposto a tali tossine dopo la loro ingestione e l’assorbimento intestinale è il fegato, che ha la responsabilità di convertire il cibo in molecole adatte per l’escrezione attraverso il flusso sanguigno. Anche i reni che sono responsabili di tale escrezione sono coinvolti. Pertanto sia il fegato che le cellule renali sono altamente esposte a tali tossine. Ma le tossine portate dal flusso sanguigno potrebbero anche danneggiare le cellule in tutto il corpo, e danni cellulari a lungo termine possono predisporre al cancro. Ci sono quindi tossine nel cibo per animali? Secondo alcune ricerche, in stati con normative molto deboli sugli alimenti commerciali si è sviluppato un terreno molto fertile per il dumping industriale dei prodotti di scarto dei macelli, come la carne “4-D” ricavata da animali morti, morenti, malati o disabili o la carne invenduta dei supermercati o ancora pesci danneggiati e con livelli potenzialmente pericolosi di mercurio, PCB e altre tossine. Tutti alimenti con alte concentrazioni di pericolosi radicali liberi e di acidi grassi trans. Per rendere più appetibile questo concentrato di schifezze viene aggiunta una zuppa di intestini, fegati polmoni e frattaglie varie parzialmente disciolte di polli e altri animali.

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foto:czechvegan.blogspot.com

Dieta Vegana per animali da compagnia

Non bisogna quindi sorprendersi se il numero di padroni di animali domestici che si preoccupano della dieta del loro pet sia in aumento. La transizione da una dieta carnivora a una vegan fa guadagnare in salute e vitalità, diminunedo l’incidenza di cancro, infezioni, ipotiroidismo, presenza di ectoparassiti, diminuzione dell’artrite e in alcuni casi regressione del diabete e risoluzione di cataratta.

Secondo uno studio a lungo termine (1 anno) effettuato dalla Wakefield nel 2006, su una popolazione felina di 86 esemplari, 34 sono stati alimentati con dieta vegetariana o vegana, i restanti 52 con dieta carnivora e non sono state registrate differenze significative per età, sesso, condizione fisica o stato di salute percepito. Perciò la dieta veg è adatta ai gatti.
Un’altro studio, effettuato su un campione di 12 husky siberiani, da parte della Brown University del 2009, ha invece messo a confronto una dieta carnivora e una dieta vegana. A questo è stata aggiunta la regolare attività fisica che compie un cane da lavoro come l’husky e anche qui non sono state riscontrate particolari differenze. Non dovrebbe quindi sorprendere se una dieta a base di vegetali, minerali e ingredienti a base sintetica sia adatta a specie “carnivore” come i nostri animali domestici.

Già diverse aziende hanno reso disponibili in commercio pasti vegan per cani, gatti e furetti.I fornitori di tali diete sono elencate qui.
La necessità di una dieta nutrizionalmente completa e sufficientemente equilibrata è essenziale per evitare deficit nutrizionali, e le conseguenti malattie. Le transizioni alimentari devono avvenire gradualmente, e Andrea consiglia di controllare regolarmente l’acidità delle urine con strisce reattive pH (da richiedere al proprio veterinario). Le diete vegane possono far produrre un’urina più alcalina, che può causare calcoli urinari e gravi blocchi in una piccola proporzione di animali, soprattutto nei gatti maschi.Si possono usare dei correttori di alcalinizzazione urinaria.

Ricordate che cani e gatti hanno bisogno di nutrienti specifici non di ingredienti specifici.

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Suzanne Piana

Informazioni su Suzanne Piana

Classe 1987, di origine lecchesi nel 2008 si trasferisce a Torino per studiare Storia dell'Arte. Appasionata di cucina, design e sostenibilità detesta i cafoni che non fanno la raccolta differenziata e le persone incoerenti. Adora leggere e cucinare per le persone che ama. Multitasking per natura ha un compagno che la sostiene, un figlio di soli 6 mesi che fa troppe pernacchie e una gran voglia di di esprimersi.

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