Fermiamo la mattanza dei globicefali

Perchè far del male a questo animale?

foto:wikipedia.org

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Il globocefalo è un cetaceo che fa parte della famiglia dei Delphinidae. Una sorta di balena più piccina, il cui aspetto è simile a quello di un delfino.Questi meravigliosi animali marini popolano l’Oceano Meridionale e quello Atlantico. Si spostano in gruppi molto numerosi e purtroppo sono facile preda dei balenieri. I più cattivi sono i quelli danesidelle isole Faroe, che utilizzano questa antica tecnica di uccisione chiamata .

foto;ecoreport.tv

E’ proprio lo standard di uccisione in linea con le pratiche di macellazione europee a far tingere di rosso le acque dell’Oceano. foto:ecoreport.tv

Grindadràp: atroce tradizione

Una volta individuato il branco di globicefali, i pescatori con l’ausiliio delle loro imbarcazioni, li circondano e li spingono verso riva; dove una volta arenati i globicefali, vengono ripetutamente colpiti a bastonate e gli viene praticata un’incisione sul dorso presso la spina dorsale. Dopo il taglio il globocefalo soppravvive agonizzante per 30 secondi circa. Gli abitanti delle Isole, si giustificano sostenendo di prendere particolari precauzioni per ridurre le sofferenze dei cetacei, in linea con le pratiche di macellazione bovina e suina diffuse in Europa.

La classica giustificazione di chi lancia il sasso e poi nasconde la mano. Questa è una vera e propria mattanza ingiustificabile. Se è vero che le Isole Faroe sono indipendenti dalla Danimarca e si autogovernano, fanno comunque parte della Comunità Europea e devono tutelare e non uccidere la biodiversità marina.

Petizione all’Unione Europea a favore dei globicefali

foto:seashepherdglobal.org

foto:seashepherdglobal.org

L’anno scorso Alfonso Pecoraro Scanio aveva raccolto oltre 60.000 firme chiedendo

all’Ambasciatore italiano presso il Regno di Danimarca, competente anche per le Isole Faroe, di impegnarsi per un intervento presso il governo autonomo delle Isole Faroe per rappresentare le posizioni italiane in materia di difesa dei cetacei.

Nonostante ciò, durante l’estate 2015 la mattanza è continuata. Chiediamo ora di firmare una nuova petizione a questo link, indirizzata all’Unione Europea che DEVE impegnarsi nella salvaguardia di ogni essere vivente.

 

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Suzanne Piana

Informazioni su Suzanne Piana

Classe 1987, di origine lecchesi nel 2008 si trasferisce a Torino per studiare Storia dell'Arte. Appasionata di cucina, design e sostenibilità detesta i cafoni che non fanno la raccolta differenziata e le persone incoerenti. Adora leggere e cucinare per le persone che ama. Multitasking per natura ha un compagno che la sostiene, un figlio di soli 6 mesi che fa troppe pernacchie e una gran voglia di di esprimersi.

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