Il Giovedì Vegetariano di Gent

 

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Gent (fonte: showtime.nl)

I Paesi del Nord Europa, si sa, non sono famosi simpatizzanti delle diete che escludano la carne, eppure è già quasi sei anni che a Gent, in Belgio, prosegue a gonfie vele un’iniziativa che ha riunito tutta la città sotto il segno del vegetarianismo.
Si chiama Donderdag Veggiedag, “Giovedì Vegetariano”, l’esperimento che continua dal maggio del 2009 e che ha fatto di Gent un vero e proprio simbolo dell’attuabilità di un modello alimentare a dir poco lontano dalle tradizioni nordiche, molto di più di quanto non lo sia rispetto a quelle mediterranee.

I risultati.
Sorprendente come la cittadinanza abbia risposto positivamente all’invito dell’Ethical Vegetarian Alternative (EVA), la maggiore associazione vegetariana Belga, riuscita a convincere il sindaco, i ristoranti e le famiglie ad attuare una scelta più consapevole, almeno un giorno alla settimana. Come risultato, il 95% delle famiglie della cittadina delle Fiandre ha eliminato la carne dai propri pasti del giovedì, 35 scuole hanno fatto lo stesso con le mense, e i ristoranti hanno iniziato a proporre menu a base esclusivamente vegetale.
Alcuni di essi hanno cavalcato l’onda: sono ben 13 i locali esclusivamente vegetariani di Gent, mentre i restanti propongono varie alternative, tra le quali spicca il dagschotel, un piatto unico totalmente vegan che comprende diverse pietanze accostate tra loro e che ha cominciato a spopolare anche al di fuori del giorno canonico.

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Dagschotel (fonte: howabouthealthy.be)

Che il giovedì vegetariano sia diventato un punto di forza di Gent, è ben evidente dai contenuti e l’aspetto del sito www.visitgent.be , in cui campeggiano a verdi caratteri diversi collegamenti che rimandano a suggerimenti dalla chiara connotazione “green”: dai locali in cui pranzare al mercato bio, ai negozi in cui poter rifornirsi di prodotti tipici e rigorosamente veg, sembra che tutto sia fatto a misura di vegetariano.

Il bilancio. 
Quanto questa campagna, sicuramente pionieristica agli inizi, sia in grado ancora di offrire di innovativo e quanto invece sia diventata una semplice calamita per consumatori vegetariani, è difficile dirlo. La consapevolezza che un giorno alla settimana non basti per una vera rivoluzione etica non può prescindere dall’oggettivo risparmio di risorse ambientali che il progetto ha avuto in questi anni come conseguenza.
Sono ambiti, quello della liberazione animale e quello ambientale, diversi per quanto correlati quando si parla di cibo, e se da un lato non si può dire che il giovedì vegetariano coincida con una vera e diffusa coscienza animalista, dall’altro c’è da prendere atto della precisa volontà dell’amministrazione di rendere Gent sempre più verde: è dal 2008 che il 100% dell’illuminazione della città proviene da risorse rinnovabili, e si stima che il risparmio annuale in termini di emissioni di CO2 sia di circa 1.113 tonnellate. 

L’esempio incarnato da Gent, insomma, non può essere considerato irrilevante, e d’altra parte è solo così, mostrando l’attuabilità dell’alternativa, che si può concretamente sperare di trasmettere fiducia e favorire la diffusione di idee che portino a un reale cambiamento.

 

Martina Di Franco

foto: showtime.nl; howabouthealthy.be

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Martina Di Franco

Informazioni su Martina Di Franco

Ventenne, siciliana, studia Medicina e Chirurgia a Catania, ma si ritrova talvolta a frequentare qualche aula di Filosofia. Crede nel potere salvifico della cultura e, nonostante tutto, nel progresso umano inteso come evoluzione del pensiero. Felicemente obiettrice di crescita, è perennemente in lotta con la propria impronta ecologica e in costante ricerca di evasione artistica. Vegana non come punto di arrivo, ma come base e naturale conseguenza di una visione globale che ripudi ogni forma di sfruttamento.

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