Invito al circo? No, grazie.

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Campagna LAV contro lo sfruttamento degli animali nei circhi ( www.21righe.it )

 

Ben 2000 animali in Italia sono impiegati nell’industria del circo. Si tratta di esemplari nati in cattività o giunti da noi illegalmente: tigri, elefanti, cammelli, leoni e molte altre specie che per le proprie caratteristiche fisiche non si adatterebbero naturalmente a vivere in una gabbia di pochi metri quadrati, a stare in piedi su due zampe o a correre intorno a una pista.

 

Lo sfruttamento nei circhi italiani

Purtroppo, nel nostro Paese l’industria del circo che usa gli animali stenta ad essere sradicata. Mentre in altre zone come la Catalogna una legge del Parlamento ha vietato i circhi con animali selvatici, in quanto secondo gli esperti la coercizione, l’addestramento e la reclusione provocano danni psicologici e fisici, in Italia lo scorso ottobre si è tenuta la XVIII edizione del Festival Internazionale del Circo di Latina, con l’obiettivo “di avvicinare il pubblico al mondo del circo e di sostenerne ogni implicazione culturale legata alla sua antica tradizione”.

 

L’ammaestramento con metodi violenti

L’ammaestramento avviene in modo aggressivo ed è basato sulla violenza fisica e psicologica. Prevede l’utilizzo di pungoli elettrici, bastoni e percosse, che portano l’animale ad atteggiamenti stereotipati, come dondolarsi avanti e indietro e camminare in senso circolare girando su se stesso. Può mai essere divertente uno spettacolo realizzato in questo modo?

 

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Animali impiegati al Circo Martin ( www.zoelagatta-d.blogautore.repubblica.it )

 

I finanziamenti dello Stato italiano

Lo Stato italiano aiuta l’industria circense con cospicui finanziamenti annuali, attraverso il Fus, Fondo Unico dello Spettacolo, che sovvenziona cinema e spettacoli dal vivo. Nel 2014, la cifra assegnata ai circhi è stata di circa 4.500.000 euro. Altro denaro giunge dall’estrazione del lotto del mercoledì. Nonostante finanziamenti così ingenti, non vengono effettuati controlli sul maltrattamento degli animali e l’utilizzo negli spettacoli di specie esotiche e protette; se ciò fosse verificato, si produrrebbe il taglio immediato dei fondi, come previsto dalla legge.

 

Come fermare queste ingiustizie?

Diverse associazioni italiane si occupano di individuare i casi di maltrattamento e di riportare in libertà gli animali oggetto di queste pratiche atroci. LAV, per esempio, ha recentemente dato vita ad un maxi sequestro nei confronti del Circo Martin, restituendo la libertà a molti animali e regalando loro un habitat naturale protetto e sicuro in Toscana. Si tratta di un centro di recupero di 23 ettari nella località di Semprionano (GR). Anche altre associazioni come agireora e animalequality si battono per un circo senza animali.

 

Foto: 21righe.it, zoelagatta-d.blogautore.repubblica.it

 

Arianna Montemurro

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