Io mela mangio. E voi?

tanta mela e poco zucchero, ma è dolce comunque
tanta mela e poco zucchero, ma è dolce comunque

L’amore per la mela

La mela, il frutto del peccato. Pensatela come volete ma, secondo me, l’unico vero peccato è quello di non mangiarla.
Il frutto ben si presta alla realizzazione di numerose varianti: tanto per fare alcuni esempi, potete impiegarlo per risotti, torte, biscotti, dolci al cucchiaio.

Oggi vi propongo una variante alla classica torta di mele in stile nonna Papera: la torta cuor di mela.
Meno soffice, ma ugualmente invitante: profumo inebriante, gusto irresistibile, scommetto con voi che non ne avanzerà una briciola.

Superfluo informarvi che per la piena riuscita di questa ricetta dovrete procurarvi dei frutti saporiti: non le anonime mele che non sanno di nulla, ma quelle croccanti, dolci al palato. Migliore sarà la qualità, migliore sarà la resa finale. Io, per la mia torta cuor di mela, che ho realizzato facendo il verso ad una nota marca di biscotti, ho scelto mele rosse Stark.

Il risultato è stato eccezionale: rimasta sul piatto giusto il tempo di tagliarla e volatilizzata in un battibaleno tra il ruminamento generale.

Aspiranti pasticceri, siete pronti? Seguite queste indicazioni.

Per la pasta frolla vegan vi serviranno 220 gr di farina di farro, 80 gr di farina di riso, 50 gr di zucchero di canna, 40 gr di olio extravergine d’oliva, 120 gr di latte vegetale a vostro piacimento, la punta di un cucchiaino di bicarbonato di sodio, una bustina di vanillina, un pizzico di cannella ed uno di sale.

Mescolate tutti gli ingredienti secchi in una ciotola, versando poi l’olio ed il latte, continuando ad impastare fino a che otterrete un panetto liscio. Se possedete un robot da cucina la fatica sarà ancora minore. Avvolgete il panetto in una pellicola per alimenti e ponetelo a riposare in frigo per mezz’ora.

Nel frattempo, dedicatevi al ripieno: sbucciate e tagliate a cubetti non troppo piccoli le mele fino ad avere 350 gr di frutti puliti, aggiungete 3 cucchiai di zucchero di canna, il succo di mezzo limone e, se vi piace, una spolverata di cannella.

Ci sono due possibilità: potete cuocere tutti gli ingredienti sul fuoco per una decina di minuti fino a ridurre il frutto in purea o, se preferite (ed è stata la mia scelta) mescolare tra di loro gli ingredienti senza provvedere alla cottura.

Prendete ora la frolla dal frigorifero e dividetela in due parti uguali.
Stendete una base con la quale ricoprire una teglia foderata di carta da forno. Distribuite sulla frolla il composto a base di mela, cotto o crudo secondo la vostra scelta e ricoprite con un altro strato di frolla, sigillando bene i bordi per evitare che in fase di cottura il succo delle mele fuoriesca all’esterno. Cuocete in forno ventilato a 180° per 25/30 minuti oppure, secondo la vostra tipologia di forno, fino a che la superficie non sarà ben dorata.
Fate raffreddare bene la torta, resistendo alla voglia di mangiarla (in casa vostra si respirerà infatti un invitante profumino), dopodichè spolverizzatela con zucchero a velo.

Suggerimenti:
se preferite, anziché una torta grande, potrete realizzare tante piccole tortine per la merenda o la colazione. La farina di farro rende la frolla più asciutta e croccante, ma potete benissimo utilizzare la farina 00 senza problemi.
Altro consiglio che mi permetto di darvi è… peccate con l’assaggio! Ne resterete soddisfatti

Norma Raimondo

Ricette Veg , ,
Norma Raimondo

Informazioni su Norma Raimondo

Giornalista pubblicista, 45 anni, 28 dei quali trascorsi seguendo alimentazione esclusivamente vegetariana. Da due anni circa ho eliminato dalla mia dieta anche le uova. Ho un marito, due figli, un impiego che non è quello che sogno di fare nella vita ma di questi tempi è già qualcosa. Amo parlare, ascoltare, scrivere. Non bevo, non fumo. Ho un unico vizio: adoro leggere. Divoro generi vari, con una predilezione per le storie realmente accadute. Unica eccezione, i libri fantasy, che proprio non mi affascinano. Leggo appena posso, tenendo fede ad un motto di G. Flaubert: “ Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere”.

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