La fava, madre di tutte le leguminose e regina del mediterraneo

(foto:podgardening.co.nz)
Quel vegetariano di Pitagora affermava di astenersi dalle fave perché simbolo delle istituzioni democratiche; infatti erano impiegate fave secche per le votazioni e il sorteggio dei pubblici amministratori. (foto: podgardening.co.nz)

La fava è stato uno dei vegetali più consumati dai Romani insieme a cipolle, aglio, lupini e cavoli; è stata la pietanza che ha salvato più uomini e donne dalla fame. Dagli schiavi del medio oriente che la macinavano per ottenere una polenta molto proteica, ai contadini siciliani che ne preparavano il Màccu. Nel corso dei secoli, la fava si è rivelata come ciò che dava “sostanza” alle mense dei più modesti; il rimedio più efficace per affrontare le carestie.
Le fave sono ricche di ferro, vitamina B, proteine e il loro apporto di sali minerali conferisce proprietà depurative che vengono impiegate per curare le infezioni e la calcolosi.

5 buoni motivi per consumarle:

  1. Proprietà anticancerogene
    Secondo un studio pubblicato sul British Journal of Nutrition, si è scoperto che i composti fenolici contenuti nelle fave, accelerino la distruzione delle cellule tumorali e diminuiscano la proliferazione di ben cinque tipi diversi di tumore.
  2. Abbassano il colesterolo
    Le fave contengono molte fibre che aiutano a stabilizzare il livello del colesterolo nel sangue. Questo effetto ipocolesterolemizzante è dovuto dalle saponine e dalla lecitina, naturalmente contenute in tutti i legumi, che legandosi sia alle molecole grasse esterne che a quelle interne prodotte dall’intestino, rallentano l’assorbimento del colesterolo.
  3. Fanno bene al cervello
    Altro che Brain Training del Dr.Kawashima, per un cervello sempre in salute è bene consumare le fave. La vitamina B1 contenuta in questi legumi è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso e se consumate fresche, le fave, contengono molto acido folico e vitamina B12 indispensabili per la sintesi del DNA e per la divisione cellulare.
  4. Rendono la pelle luminosa
    La vitamina A presente nelle fave, rende la pelle più bella e luminosa. Infatti questa vitamina si occupa d regolare la permeabilità della pelle, filtrando le sostanze nocive presenti nell’aria.La carenza di questa vitamina rende la pelle secca e spenta.
  5. Sono afrodisiache
    Secondo l’umanista cremonese Bartolomeo Sacchi: “le fave gonfiano il ventre e stimolano lussuria, cosicchè non a caso i Greci dicevano che esse assomigliavano ai testicoli”.
    Nella commedia Le Rane di Aristofane pare che Ercole dopo aver fatto scorpacciata di fave abbia fatto cambiare di stato più di diecimila vergini. Le fave contengono molta tirosina che stimola la produzione di dopamina, neurotrasmettitore responsabile delle sensazioni di piacere e ricompensa che vanno a stimolare i nostri appetiti sessuali.
Il fiore della pianta delle fave. (foto:wildflowerfinder.org.uk)
Il fiore della pianta delle fave. (foto: wildflowerfinder.org.uk)

La fava e le sue simbologie.
Secondo i costumi dell’antica Grecia, la fava raffigurava il regno dei morti. Si credeva che il baccello rappresentasse la porta dell’Ade e che nei semi trasmigrassero le anime dei morti. In natura, la pianta della Vicia faba non presenta nodi sul fusto ed è cava; ed è proprio attraverso questa cavità che le anime dei defunti riuscivano a passare nel regno dei morti. Inoltre, le macchie nere a forma di “Theta” presenti sui fiori bianchi delle fave richiamavano il nome della personificazione della morte: thanatos. Descritto da artisti e poeti come un giovane alato recante una spada.
Nella cultura araba invece, questo legume rappresenta la fecondità; era infatti usanza immergere le fave in acqua e proprio il loro gonfiarsi rappresentava una poetica evocazione della gravidanza.

Il Muccu siciliano  (foto:strettoweb.com)
Il Muccu siciliano
(foto:strettoweb.com)

Fava in cucina.
Molto usata nelle cucine del meridione, in particolare in quella pugliese, siciliana e sarda; la fava viene principalmente impiegata per minestre o come contorno a piatti proteici. A Roma si prepara la vignarola, piatto a base di fave, piselli e carciofi  mentre in Sicilia si prepara il Maccu, minestra molto densasempre a base di fave e finocchietto.
In una cucina vegana invece, la fava, può trasformarsi in un sugo per la pasta o diventare la protagonista in un buon risotto o più semplicemente può essere consumata in insalata, magari insieme a del cerfoglio per aiutare la digestione.
Io ho di recente sperimentato una minestra con cicoriella ad una cenetta tra amiche e devo dire che è stata particolarmente apprezzata; non quanto il tiramisù alle fragole ma che ci volete fare.
Qualche settimana invece fa sono stata al Barney’s, locale torinese che la domenica propone un brunch veg e ho potuto assaggiare delle polpettine di fave con maionese veg da leccarsi i baffi, accompagnate da un rigenerante centrifugato con fragole, limone e pera.

Nell'antichità per conoscere la condizione economica del futuro marito le ragazze mettevano sotto al cuscino 3 fave: una intera, una sbucciata ed una priva della parte superiore. Al mattino ne prendevano una a caso. Una fava intera indica un marito possidente, una nuda un poveraccio, quella “monca” un uomo agiato. (foto: allthingssicilianandmore.com)
Nell’antichità per conoscere la condizione economica del futuro marito le ragazze mettevano sotto al cuscino 3 fave: una intera, una sbucciata ed una priva della parte superiore. Al mattino ne prendevano una a caso. Una fava intera indica un marito possidente, una nuda un poveraccio, quella “monca” un uomo agiato. (foto: allthingssicilianandmore.com)

Come sceglierle?
Si possono acquistare fave fresche che sono di stagione, oppure secche da lasciare in ammollo prima della preparazione. Le fave fresche hanno meno calorie, circa 37 per 100 gr. mentre quelle secche 343. Sono anche meno ricche di zuccheri e lipidi rispetto a quello secche. Le fave fresche devono avere il baccello di un bel verde brillante, devono essere turgide al tatto e l’occhio della fava (cioè la parte conclusiva che lega il seme al baccello) non deve avere una colorazione scura.

Suzanne Piana

foto: podgardening.co.nz; wildflowerfinder.org.uk; strettoweb.com; allthingssicilianandmore.com

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