La morte silenziosa delle api italiane

La strage silenziosa delle api (fonte: ilfattoalimentare.it)
La strage silenziosa delle api (fonte: ilfattoalimentare.it)

L’Aethina Tumida, o Small Hive Beetle, è un parassita delle api originario dell’Africa e approdato lo scorso settembre in Italia meridionale, precisamente in un “nucleo esca” posto nel comune di Gioia Tauro, presso l’Università di Agraria di Reggio Calabria.

CHI È QUESTO PARASSITA – E’ un insetto in grado di volare per lunghe distanze allo stato di larva, si nutre di polline e covate e da adulto mangia il miele. E’, quindi, in grado di causare la distruzione potenziale di intere colonie di api. Il ciclo di vita del coleottero consiste nell’entrata nell’alveare e nella comunicazione che mette in atto con le api, portandole a nutrirlo. Nell’alveare stesso, depone le uova dalle quali nascono le larve, che escono e cadono nel terreno circostante, diventando esemplari adulti che si diffondono rapidamente.

LA BRUCIATURA DEGLI APIARI – Il Ministero della Salute, con una nota del settembre 2014, ha identificato il parassita come già “presente nell’Africa su sahariana e negli Usa” ed ha disposto alcune urgenti misure, tra cui la costruzione di un cordone di protezione di 20 km di raggio interno ai focolai. Ha invitato, inoltre, la Task force veterinaria della Calabria a collaborare con il Laboratorio europeo di referenza per la salute delle api, per mettere a punto le misure sanitarie del caso.
La Regione Calabria, dal canto suo, ha emanato un decreto, che prevede la bruciatura degli interi apiari. Nel caso di presenza di Atheina Tumida in un solo alveare, devono tassativamente essere distrutti tutti quelli esistenti nell’apiario, cioè l’intero allevamento di api.
Se pensiamo che un solo alveare può contenere fino a 100.000 api, possiamo immaginare il danno ambientale prodotto dal sistema di disinfestazione, oltre che la compromissione della biodiversità dell’area.

I NUMERI – Ecco i risultati dell’operazione: più di 3.500 alveari incendiati e 250.000 milioni di api bruciate vive. Ed i dati potrebbero aumentare con il protrarsi degli incendi. A detta degli apicoltori, però, il parassita è tutt’altro che debellato: questo riesce a salvarsi attraverso la fuga, non appena gli alveari prendono fuoco.

Albert Einstein affermava che «se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, non resterebbero che quattro anni di vita».  Le nostre api stanno rischiando di scomparire. Oltre al problema dell’Atheina Tumida, il maltempo ha portato ad una riduzione dei ricavi del 60% nel settore dell’apicoltura, rispetto all’anno precedente.

Arianna Montemurro

foto: ilfattoalimentare.it

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