L’ipocrisia del carnivoro in un cartone animato sull’allevamento intensivo

foto:hitfix.com
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Allevamenti intensivi e biologici: la stessa crudeltà

Avete presente l’ipocrisia di quei carnivori che comprano il pollo biologico e ne fanno un vanto? Quasi stessero facendo un favore al pollo stesso.O come quelle persone che consumano uova ma esclusivamente 0 e hanno questa immagine nella testa di polli felci, che scorrazzano sù e giù per l’aia di zio Tobia.Biologico non vuol dire non crudele. Biologico significa che ha un’impronta ecologica minore e un più alto valore per la salute e basta. Biologico non garantisce un trattamento più umano degli animali.

Un pollo biologico subisce lo stesso maltrattamento.

Perché scrivo di polli biologici oggi? Dopo cena, ieri sera ho guardato una puntata di Bojack Horseman intitolata “Chickens” che mi ha dato spunto per riflettere. Cos’è Bojack Horseman? Per farla breve una serie animata prodotta e distribuita da Netflix, il cui protagonista è un cavallo che lavora nello showbusiness. Per maggiori info vi rimando alla pagina di wikipedia.
La cosa che più mi piace di questa serie è il totale nonsense della trama, ma in quest’ultima puntata è trattato lo scottante tema dell’allevamento intensivo che non solo mostra il lato cinico e crudele dell’uomo ma anche la sua totale stupidità. Il carnivoro medio pare avere il paraocchi: non si domanda come fa un pollo a costare così poco, l’unica cosa che gli interessa è mangiarlo. Una mia amica carnivora guardando questo episodio ha iniziato a farmi delle domande del tipo: ma è vero che li imbottiscono di antibiotici? Ma perché la gallina si muove così male ed è così emaciata? Questo mi ha fatto riflettere sulle potenzialità di questo video.

Conosciamo la storia di Becca, un broiler qualunque di un qualunque allevamento intensivo

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Ecco Becca la protagonista. foto:lisahanawalt.com

Una povera gallina/broiler della catena Chicken4dayz riesce a scappare dal camioncino che la sta trasportando al mattatoio. Essa ha la fortuna di incontrare Tod (uno dei coprotagonisti della serie) che oltre a darle un nome,la aiuta a raggiungere l’allevamento biologico Gentle Farm dove poter passare gli ultimi giorni. Ma poco dopo averla abbandonata, Tod si pente e torna a salvarla, svelando che a livello di crudeltà, gli allevamenti biologici sono esattamente come quelli intensivi.
Una trama assurda farcita di fantastiche perle d’ironia come lo spot con cui si apre l’episodio.

 


Trattiamo diversamente il nostro bestiame. Campi rigogliosi,molta dignità e il biliardino. Qui il pollame ha una vita meravigliosa, finché non lo processiamo per farlo mangiare
Questo è quello che dice il gallo della pubblicità, che argutamente sostituisce la parola uccidere con processare. Ma alla domanda del piccolo pollo: “ma non siamo polli anche noi? “Il padre risponde: “ragazzo questi animali non sono come noi. Sono allevati per essere mangiati”. Dopo questa frase la mia amica ha effettivamente riconosciuto che il processo di macellazione degli animali è una faccenda così distante dal suo vivere quotidiano che la ignora completamente.

Ecco un momento dell'intervista al CEO della multinazionale. foto:decider.com
Ecco un momento dell’intervista al CEO della multinazionale.
foto:decider.com

L’attacco più diretto all’industria alimentare nella serie avviene quando viene intervistato il CEO della Chicken4dayz riguardo alla fuga della gallina. Egli rivela riferendosi a Becca che: “Questo è un tipo particolare di pollo alimentare che ha passato tutta la vita al chiuso. Quella gallina sarà molto più al sicuro con noi. Così potremmo ucciderla e ridurla in poltiglia e poi compattare quella poltiglia in una deliziosa polpettina”. L’industria alimentare intensiva si nasconde dietro il paravento della legalità, ma nonostante questo appare comunque avida e viscida.

Becca e Tod
Becca e Tod

Cio che ancora i carnivori ignorano sugli allevamenti intensivi

Nello sviluppo della storia ciò che emerge in maniera molto chiara è che Becca, nonostante sia un pollo, non appartiene a nessuno. La dolcezza con cui Tod le costruisce un’identità, spacciandola per sua moglie e dicendo che dopo la specializzazione in comunicazione è diventata agente letterario è ben controbilanciata dalla durezza con cui essa stessa è rappresentata. Come tutti i polli da allevamento intensivo presenta gravi difficoltà motorie perché il suo sviluppo fisico è avvenuto in un capannone pieno raso di polli dove non si poteva nemmeno muovere. Secondo la logica dell’allevamento intensivo è possibile accettare la riduzione in schiavitù di un essere vivente se l’alternativa è la non esistenza. Sono decenni che gli allevamenti incrociano polli per ottenere nuove specie, più redditizie a livello economico; e cosa hanno creato? Dei polli che in natura non saprebbero sopravvivere nemmeno a un banale raffreddore. Preventivamente imbottiti di antibiotici e medicinali, questi polli sono nei banchi della grande distribuzione di tutto il mondo. Onnivori pensateci, state avvelenando il vostro corpo.

foto:lisahanawalt.com
foto:lisahanawalt.com

Ciò che ho maggiormente apprezzato di questo episodio è il messaggio di fondo che verte su una domanda che inconsciamente ci facciamo tutti: quale è il bene più grande in primo luogo?Io risponderei l’amore. L’amore per noi stessi e per tutte le creature viventi ma come si può mettere d’accordo tutti su questo? Ognuno può avere la propria idea di cosa sia giusto o sbagliato ma nulla viene fatto senza sforzo e l’influenza di coordinate, bisogna imparare a riflettere sulle nostre azioni e sulle conseguenze delle stesse. Ognuno può fare la differenza con le sue scelte.
Date un’occhiata all’episodio cliccando qui e scrivete cosa ne pensate. Aiutate a diffonderlo tra i carnivori perchè ho notato che finalmente la mia amica con cui ho discussioni da anni su questo argomento pare aver finalmente capito qualcosa.

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