Peppa Pig? Carne da macello

Peppa Pig (fonte: wikimedia.org)
Peppa Pig (fonte: wikimedia.org)

ROMA – Peppa Pig a processo. Potrebbe sembrare il titolo di una nuova puntata del cartone animato più amato dai bambini ed invece è quanto sta accadendo alla maialina rosa beniamina di nutrite schiere di piccini.
L’Aidaa, Associazione italiana difesa animali ed ambiente, ha recentemente invitato le famiglie a spegnere la tv o a sintonizzarsi su un’altra trasmissione quando sullo schermo compaiono Peppa Pig e famiglia.

Chi è Peppa Pig.
Difficile, per chi ha in casa un bambino in età prescolare, non aver mai assistito alle storie del cartone animato britannico diretto e prodotto da Astley Baker Davies, che ha visto la luce nel 2004 ed ha ormai spopolato in molti paesi Europei. Ogni episodio dura 5 minuti e narra le vicende di Peppa, maialina di 4 anni che frequenta la scuola materna e vive attorniata dai suoi familiari ed amici animali.
Nei racconti compaiono numerosi personaggi: vi si trovano il fratellino George, papà, mamma e nonni Pig, la cugina Chloè, il cuginetto Alexander, gli zii, la coniglietta Rebecca, la pecora Suzy, la zebra Zoe.
Tutti hanno caratteristiche umane: come noi guidano, indossano abiti, vivono in case, ma non dimenticano la loro origine animale, tanto che ogni loro conversazione inizia con un verso.
Il grugnito di Peppa Pig è ormai famoso e molti bambini, ben prima di pronunciare altre parole, lo sanno imitare alla perfezione.

La realtà distorta.
A prima vista, per Peppa e compagnia bella il quotidiano rotolio nel fango, i salti nelle pozzanghere, le giornate spensierate su e giù per la collina devono essere passatempi meravigliosi: non si spiegherebbe altrimenti il fatto che ogni episodio si concluda con una grande risata collettiva prima di andare a nanna.
“In realtà – spiegano dall’Aidaa – si tratta di una realtà distorta: gli animali vengono mostrati allegri e felici ma viene nascosto il loro destino: quanti maialini sono costretti a vivere in allevamenti intensivi per poi concludere la loro esistenza nei mattatoi al fine di essere destinati all’alimentazione umana?”.
Qualsiasi madre, vegana o meno, inorridirebbe nel dover spiegare ai bambini in tenera età la vera origine del prosciutto, della fetta di salame o di mortadella che magari il bimbo addenta con tanto piacere.
“Se vogliamo usare gli animali per il business Peppa Pig è sicuramente lo strumento ideale – lamenta il presidente nazionale Aidaa Lorenzo Croce – ma se li amiamo davvero dobbiamo far conoscere la verità, che odora di violenza e di morte che colpisce ogni anno migliaia di animali veri e non cartoni animati”.
Insomma, secondo l’associazione, anche i più piccoli dovrebbero capire che la felicità, per il mondo animale, aleggia soltanto all’interno dello schermo televisivo: la realtà, fuori del palinsesto, è decisamente più cruda.

E Topolino? Nonna Papera e Clarabella? (fonte: topolino.it)
E Topolino? Nonna Papera e Clarabella? (fonte: topolino.it)

Il commento.
Pur condividendo il pensiero dell’Aidaa, io che sono madre (fortunatamente ormai di figli già cresciuti che Peppa Pig nemmeno la considerano), non me la sentirei di spiegare ad un bimbo con occhi sognanti che il suo idolo a cartoni animati altro non è, nella realtà, che un futuro pezzo di carne inanimata da addentare a quattro palmenti; tanto meno di proibirgli di guardare 5 minuti della sua trasmissione preferita per evitargli traumi futuri.
Ragionando di questo passo, anche la Disney andrebbe messa alla gogna se analizzata con occhi realistici: ecco il famoso Topolino trasformato in una cavia da laboratorio, Nonna Papera in versione povera palmipede ingozzata a dismisura per la produzione di foje gras e la mucca Clarabella cui si prospetta un futuro da roast-beef.

A queste nuove generazioni lasciamo già un futuro precario, non solo a livello lavorativo: stiamo loro rubando il tempo, il Natale e molto altro ancora. Personalmente, ritengo sia il caso di evitare, almeno per ora, di aprire loro gli occhi anche sull’orrore che sta poco oltre l’uscio di casa.

Norma Raimondo

foto: topolino.it; wikimedia.org

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Norma Raimondo

Informazioni su Norma Raimondo

Giornalista pubblicista, 45 anni, 28 dei quali trascorsi seguendo alimentazione esclusivamente vegetariana. Da due anni circa ho eliminato dalla mia dieta anche le uova. Ho un marito, due figli, un impiego che non è quello che sogno di fare nella vita ma di questi tempi è già qualcosa. Amo parlare, ascoltare, scrivere. Non bevo, non fumo. Ho un unico vizio: adoro leggere. Divoro generi vari, con una predilezione per le storie realmente accadute. Unica eccezione, i libri fantasy, che proprio non mi affascinano. Leggo appena posso, tenendo fede ad un motto di G. Flaubert: “ Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere”.

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2 commenti su “Peppa Pig? Carne da macello

  1. Lucia il said:

    Sono completamente d’accordo con norma, l’aidaa esagera. Basti pensare alle favole come cappuccetto rosso o il gatto con gli stivali, le storie sono storie la realtà é un’altra e i bambini dovrebbere capire e distinguere tra le due. Complimenti bel blog.

    • vegandshoutvegandshout il said:

      Cara Lucia,
      la ringraziamo sentitamente per il suo commento e per i suoi complimenti, davvero positivi per noi. Grazie ancora!

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