Quanta acqua serve per produrre smartphone e scarpe?

L'impronta idrica degli oggetti di uso quotidiano (fonte: greenme.it)

L’impronta idrica degli oggetti di uso quotidiano (fonte: greenme.it)

Quanta acqua si utilizza per produrre uno smartphone? E quando per le scarpe, gli stivali o le magliette? Tutti questi oggetti, molti dei quali di uso quotidiano, hanno un inevitabile e importante costo ambientale, calcolabile non solamente in denaro ma anche, e soprattutto, in base alla loro impronta idrica, all’utilizzo di acqua e suolo richiesti per la produzione.

L’indagine di Friends of the Earth.
La rete ambientalista Friends of the Earth, operante in 74 paesi, attenta all’ambiente e alla sua tutela e salvaguardia, ha stilato un rapporto in cui ha analizzato la produzione degli oggetti di uso quotidiano e il loro valore ecologico. Secondo tali ricerche la produzione di uno smartphone di ultima generazione costa all’ambiente circa 13 tonnellate di acqua e ben 18 metri quadrati di suolo; per un paio di stivali in pelle sono, invece, necessari 14 tonnellate di acqua e 50 metri quadrati di suolo, poiché l’alta impronta idrica di tale prodotto deriva dall’utilizzo dell’acqua negli allevamenti del bestiame e, inoltre, nei successivi processi di concia, in cui l’acqua viene utilizzata per lo smaltimento degli inquinanti.

Il costo degli imballaggi (fonte: abcviterie.com)

Anche gli imballaggi giocano un ruolo fondamentale (fonte: abcviterie.com)

Il costo degli imballaggi.
Friends of the Earth ricorda poi come anche gli imballaggi giochino un ruolo fondamentale nel consumo di risorse idriche e territoriali. Si stima infatti che, nel solo settore vestiario, una buona percentuale di acqua (circa il 20 percento) venga consumata per il materiale utilizzato negli imballaggi, mentre nell’industria dei giocattoli tale cifra sale notevolmente.

Sensibilizzare consumatore e industria.
Lo studio condotto dalla rete Friends of the Earth, denominato Mind your step, si pone come obiettivo quello di sensibilizzare il consumatore, aiutandolo a conoscere il reale costo ambientale dei prodotti acquistati ed utilizzati e, inoltre, invita le industrie a prestare maggiore attenzione allo sfruttamento di risorse idriche e del territorio, chiedendo una riduzione e, dove possibile, l’eliminazione dei gravosi costi che stanno prosciugando l’ambiente.

Alessia Telesca

foto: greenme.it;  abcviterie.com

 

 

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