Rinnovabili. La Gran Bretagna produce energia dalle maree

Energia tratta dalle maree (fonte: processindustryforum.com)
Energia tratta dalle maree (fonte: processindustryforum.com)

Tra le energie rinnovabili, derivanti cioè da risorse naturali il cui utilizzo non pregiudica le stesse risorse naturali per le generazioni future, l’innovazione più recente consiste in quella prodotta dalle maree. Per energia marina, oceanica o pelagica si intende, infatti, l’energia racchiusa nei mari e negli oceani. Questa è una forma di energia rinnovabile e può essere estratta con tecnologie fluidodinamiche (correnti, onde, maree) e di gradiente (termico e salino).

Il progetto del Regno Unito.
Nel Regno Unito, l’azienda Tidal Lagoon Power ha ideato un progetto, denominato Lagoon Power Plants, che ha l’obiettivo di sviluppare una rete di centrali elettriche basate sulle maree, dette anche “centrali mareomotrici”. L’esperimento si basa su sei lagune, che senza emettere scorie o rifiuti di alcun genere, possono coprire fino all’8% del fabbisogno energetico del Paese. Oltre all’energia prodotta, secondo gli ideatori, le centrali diventerebbero fonte di energia pulita e senza costo, luoghi in cui realizzare eventi sportivi tra cui corse e regate e parchi naturali in grado di ospitare flora e fauna marina.
La prima centrale del Lagoon Power Plants sarà situata nella parte ovest del Regno Unito e costerà un miliardo di sterline. In Galles, infatti, il progetto sarà il più oneroso, con l’obiettivo di fornire energia a 155.000 abitazioni, a costi più bassi di quelli vigenti. L’intero progetto, invece, si basa su 30 miliardi di spesa, in parte finanziati dal governo britannico.
Il segretario di Stato all’Energia e ai Cambiamenti Climatici della Gran Bretagna, Edward Davey, ha espresso il suo parere favorevole all’implementazione del Lagoon Power Plants. Le centrali, quattro in Galles, una nel Somerset ed una in Cumbria, avranno il compito di catturare le maree in entrata e in uscita grazie a dighe giganti, utilizzando, poi, il peso dell’acqua per far girare le turbine. Per essere attuato, tuttavia, il Lagoon Power Plants dovrà superare lo scetticismo degli ambientalisti, che sono contrari all’imponenza delle struttura, e quello dei pescatori, che temono la migrazione dei pesci.

E l’Italia?
Anche l’Italia, dal canto suo, potrebbe sfruttare la sua configurazione geografica per produrre energia: essendo bagnata per più di 8.000 km dal mare Mediterraneo, entrerebbe a pieno titolo tra gli Stati che sfruttano il mare per produrre energia pulita e rinnovabile. Istituti pubblici e privati sono al lavoro per raccogliere dati da inserire nei modelli oceanografici del Mediterraneo e realizzare una mappa dei siti che si prestano meglio alla realizzazione degli impianti per la produzione di energia dal moto ondoso, dalle correnti e dalle maree. I primi studi sull’estrazione di energia dal mare risalgono al 1700, ma sono balenati all’attenzione delle istituzioni solo di recente, con il riscaldamento globale e l’esaurimento delle riserve fossili.

Arianna Montemurro

foto: processindustryforum.com

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