Sette sigle da ricordare per evitare derivati animali

(foto:paolocavacece.it)

(foto: paolocavacece.it)

Sei al supermercato e stai facendo la spesa, presti molta, moltissima attenzione a cosa stai mettendo nel carrello, ma alle volte la lista degli ingredienti dei prodotti confezionati paiono scritti in aramaico antico.
Fatta eccezione per il caglio, la caseina, lo strutto alle volte risulta difficile riuscire a capire se certi prodotti contengano o meno sostanze di origine animale. Le aziende si nascondono dietro a delle sigle indecifrabili confondendo ancora di più il povero consumatore attento che si preoccupa della sua salute e di quella degli animali.
Ecco alcune delle sigle più comuni che un vegano deve evitare.

  • E120- sigla cocciniglia

    Cocciniglia, questa sostanza viene impiegata dall’industria alimentare come colorante, ed è estratto dal Coccus cact, un insetto ciccione che viene anche soprannominato “porcellino di terra”. Questo colorante è presente in alcuni liquori, nelle caramelle, nel marzapane, nelle ciliegie candite e in molte bibite gasate.

  • E234 sigla nisina
    La nisina, una proteina ottenuta dal batterio Lactococcus lactis che solitamente viene impiegato nella produzione del formaggio. È possibile ritrovarlo nella frutta in scatola,nel ketchup e nelle conserve vegetali.
  • E270- sigla acido lattico
    L’acido lattico può provenire dalla fermentazione di diversi composti come amidi, zuccheri ma anche dal lattosio o dal siero che sono prodotti di origine animale, È impiegato dall’industria alimentare come conservante, aroma o antibatterico contro lieviti e funghi. Se sulla confezione del prodotto è scritto: prodotto interamente vegetale, si può stare tranquilli, altrimenti c’è la possibilità che derivi dalla fermentazione di siero del latte. Questo prodotto è possibile trovarlo nei sorbetti, prodotti da forno, ortaggi in scatola, bibite e birra.
  • E441- sigla gelatina animale
    La gelatina animale, ricavata da pelle, ossa e altri scarti animali è usata come agente lievitante o stabilizzante; ed è spesso impiegata nella produzione di caramelle gommose e di bibite gasate. Può contenere inoltre tracce di solfiti e di glutammato monosodico, prodotti che presentano presunti problemi di tossicità cronica.Se volete farvi un’idea di come questa schifezza sia prodotta, vi invito a guardare il video postato qua di seguito.

 

  • E470- sigla acidi grassi
    Sali degli acidi grassi sono degli additivi che impiegano principalmente oli vegetali ma l’uso di grassi animali non può essere del tutto incluso. Come al solito i produttori non indicano l’origine di questo stabilizzante. Io che amo cucinare i dolci ho faticato a lungo prima di trovare un lievito per dolci che non contenesse l’E470.
  • E472- sigla acidi grassi sintetici
    Sono gli esteri di grassi sintetici ottenuti attraverso un mix di glicerolo, acidi grassi naturali vegetali e non e acidi organici come l’acido lattico E270. Sono impiegati in tutti quei prodotti da forno industriali, dal pane in cassetta, alle piadine oppure anche nei biscotti.
  • E1105- sigla lisozima
    La lisozima è un enzima ottenuto dalle uova di gallina me viene impiegato come conservante. Spesso utilizzato nei prodotti per neonati, tende a mascherare i sapori derivati da prodotti che non sono in perfette condizioni di conservazione. Vengono ampiamente utilizzati nella produzione dei succhi di frutta e nei prodotti da forno poiché aiuta a decomporre l’amido del pane.

È molto importante conoscere e memorizzare queste sigle per poter essere sicuri di condurre uno stile di vita vegano al 100%.

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