Tinte vegane per chiome sane e lucenti

Tinte vegane (fonte: cadutadeicapelli.net)
Tinte vegane (fonte: cadutadeicapelli.net)

Alzi la mano chi di noi, alla comparsa dei primi capelli bianchi, non ha maledetto la moda che ci vuole tutte impeccabili, perfette e soprattutto con la testa a posto. La necessità delle tinte per la donna moderna si trasforma ben presto in una sorta di schiavitù. Se l’evoluzione del colore ha comunque ridotto con il passare degli anni i tempi di posa, ciò che ci mettiamo in testa è il più delle volte un vero e proprio cocktail chimico.

Chi ha scelto uno stile di vita salutista non può derogare nemmeno dal parrucchiere.
E allora, come si fa? Semplice: si opta per le tinte vegane, che coprono anche i capelli bianchi.

Come nascono le reazioni allergiche.
In sintesi, le reazioni allergiche nascono così: le tinte sintetiche aprono la cuticola del capello, entrano al suo interno modificandone il colore naturale e vengono assorbite anche dalla pelle, entrando nel flusso sanguigno e da esso nel nostro organismo
Recenti studi hanno dimostrato che l’80% dei fenomeni allergici è riconducibile alla presenza della parafenilendiammina (PPD), composto organico presente in quasi tutte le tinte permanenti e semipermanenti ed utilizzato quale fissante del colore.

L’hennè.
Personalmente, per evitare simili contaminazioni, da alcuni anni io ho scelto di utilizzare l’hennè, che rappresenta una valida alternativa alle tinte sintetiche. A differenza di quanto sopra descritto, l’hennè, infatti, colora soltanto la parte esterna del capello e per questo ha una durata inferiore, che varia a seconda della frequenza di lavaggio e delle vostre abitudini (ad esempio io, che frequento la piscina un paio di volte alla settimana e lavo la testa quotidianamente, devo “riverniciarmi” in alcuni punti all’incirca ogni tre settimane).
Reazioni allergiche all’hennè? Rarissime e, nel caso, comunque moderate. Chi non vuole incappare in spiacevoli episodi, talvolta anche gravi, può quindi usare l’henné, le cui reazioni sono molto rare e comunque, qualora accada, decisamente lievi, con generale prurito alla testa ed al cuoio capelluto, nulla di più.

Hennè per capelli (fonte: cosmeticanaturale.net)
Hennè per capelli (fonte: cosmeticanaturale.net)

Nel dubbio, basta effettuare una prova applicando sulla pelle una piccola quantità di hennè: se dopo un’ora nulla è cambiato, si può procedere. Se optate per una tonalità rossa, verificate che l’hennè prescelto non contenga picramato di sodio, colorante sintetico che viene spesso addizionato alla polvere di hennè per intensificare e rendere più resistenti le colorazioni, ma anche per accelerare od annullare i tempi di ossidazione necessari al rilascio del pigmento. Una percentuale dello 0,2% nella tintura per capelli potrebbe infatti far insorgere reazioni cutanee, vanificando i vostri sforzi “salutisti”.

Come scegliere l’hennè giusto.
In commercio esistono molti tipi di hennè: io mi trovo molto bene con la linea della Lush (www.lush.it), trattamento intensivo che lascia i capelli lucenti, morbidi al tatto ed incredibilmente profumati.
Oltretutto è una linea certificata vegan, prodotta esclusivamente con ingredienti naturali: hennè, burro di cacao, succo di limone, polvere di rosmarino, olii essenziali. Viene venduta in panetti da 325 gr, da sbriciolare e mescolare con acqua calda per dare vita ad una morbida crema da applicare sulla chioma.
Si può scegliere fra quattro tonalità: Come un sole rosso acceso, che, come dice il nome stesso, dona riflessi rosso fuoco più evidenti durante l’esposizione ai raggi solari, Riflessi scarlatti che ricorda i colori dell’autunno, Caffè caffè per intensificare la tonalità castana naturale e Tempo al tempo, misterioso effetto noir che offre sfumature che virano dal nero al blu.

Tinte Lush (fonte: roseinthewind.com)
Tinte Lush (fonte: roseinthewind.com)

L’unica complicazione potrebbe derivare dai tempi di posa, che possono variare, a seconda dell’effetto più o meno intenso che si vuole ottenere (ed anche dai fili bianco-argento che dovete mascherare), da una fino a tre ore. Tenete presente, comunque, che nulla si ottiene senza sforzi. Addirittura, un vecchio adagio recita che “chi bello vuol apparire, qualcosa deve soffrire”.

In questo caso, invece, sarete sicure di presentarvi all’appuntamento con lo specchio radiose e senza che nessuno abbia sofferto, in quanto la linea è cruelty free. Insomma, superata la prima titubanza e dopo averci preso un po’ la mano nell’utilizzo, sono certa che diventerete anche voi affezionate consumatrici dell’henné.
Ostentando con orgoglio il vostro risultato che vi permetterà di dichiararvi davvero vegane, è proprio il caso di dirlo, dalla testa ai piedi!

Norma Raimondo

foto: cadutadeicapelli.net; cosmeticanaturale.net; roseinthewind.com

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Informazioni su Norma Raimondo

Giornalista pubblicista, 45 anni, 28 dei quali trascorsi seguendo alimentazione esclusivamente vegetariana. Da due anni circa ho eliminato dalla mia dieta anche le uova. Ho un marito, due figli, un impiego che non è quello che sogno di fare nella vita ma di questi tempi è già qualcosa. Amo parlare, ascoltare, scrivere. Non bevo, non fumo. Ho un unico vizio: adoro leggere. Divoro generi vari, con una predilezione per le storie realmente accadute. Unica eccezione, i libri fantasy, che proprio non mi affascinano. Leggo appena posso, tenendo fede ad un motto di G. Flaubert: “ Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere”.

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