Tutti pazzi di tè… Solo se verde

(fonte: letteradonna.it)
(fonte: letteradonna.it)

Ormai da diversi anni, com’è noto, si è diffusa anche in Occidente l’abitudine di consumare tè verde al posto del più conosciuto tè nero. Forse non tutti, però, conoscono le differenze tra questi due tipi di bevande derivate dalle foglie della Camellia sinensis né, tantomeno, le ragioni che inducono a privilegiare il consumo dell’uno rispetto all’altro.

Tè verde e tè nero.
Il tè nero, dopo la raccolta, subisce infatti un processo di fermentazione ed essiccazione che ne esalta sì il sapore ma che ne riduce, in modo consistente, il contenuto di componenti bioattivi.
Il tè verde, invece, è sottoposto a temperature di appassimento superiori rispetto a quelle del tè nero, in modo tale da impedirne la fermentazione. Grazie a questa particolare lavorazione, esso conserva un’elevata quantità di catechine, in particolare l’epigallocatechina-3-gallato (EGCG), che gli conferisce le sue svariate proprietà benefiche. Il tè verde vanta infatti un’azione preventiva nei confronti dell’invecchiamento cellulare e cutaneo, riduce il rischio di neoplasie (come quelle della prostata, del seno, della cervice e dell’intestino) e di malattie cardiovascolari e, inoltre, inibendo l’ossidazione del colesterolo, previene il processo arteriosclerotico. Questo straordinario elisir di lunga vita possiede infine un’ulteriore caratteristica che lo fa amare da tutti coloro i quali, oltre che alla propria salute, siano particolarmente attenti anche alla linea: esso produce infatti un incremento del metabolismo basale, favorendo l’aumento del consumo energetico e l’ossidazione dei grassi. Detto in parole semplici: aiuta a bruciare le calorie in eccesso.

A seconda della zona di coltivazione, esistono moltissime varietà di tè verde ma le più caratteristiche sono sostanzialmente le seguenti:

Gyokuro.
Questa è sicuramente una delle varianti di tè giapponese più pregiate al mondo, caratterizzata dal colore intenso e dal sapore dolce conferitigli dalla particolare tecnica di coltivazione alla quale sono sottoposte le piante. Pochi giorni prima della raccolta, le piantagioni vengono infatti coperte da teli che, riducendo la luce assorbita dall’arbusto, inducono in esso la produzione di una maggiore quantità di clorofilla. Decisamente un tè per le grandi occasioni.

Tè matcha (fonte: dottorsport.info)
Tè matcha (fonte: dottorsport.info)

Matcha.
È il tè tradizionalmente utilizzato in Giappone per il Cha No Yu, la cerimonia del tè. Il matcha si presenta sotto forma di polvere ed é ottenuto attraverso la macinazione a pietra delle foglie del Tencha, una pregiata varietà di tè verde giapponese che subisce una lavorazione simile a quella del Gyokuro. Poiché il 70% dei polifenoli e delle vitamine contenute nel tè rimane “attaccata” alla foglia, l’assunzione del tè in polvere consente di sfruttare a pieno i benefici di questa pianta, laddove l’infusione permette di assumere solo il 30% di tali sostanze. Il matcha fornisce dunque un vero concentrato di anti-ossidanti, beta-carotene, vitamine e minerali. Per preparare il matcha occorre versare una piccola dose di tè in una ciotola con acqua calda (la temperatura non deve superare i 65°) e mescolare la miscela con un frullino di bambù fino a ottenere un’emulsione di uno splendido verde acceso.

Sencha.
È il tè più diffuso in Giappone e rappresenta circa l’80% dell’intera produzione di questo paese. Dopo la raccolta, le foglie più piccole e tenere vengono cotte al vapore per qualche minuto, essiccate e arrotolate nella tipica forma ad ago. Essendo un tè in foglie va preparato tramite infusione.

Bancha.
Questa varietà di tè è prodotta utilizzando la stessa pianta dalla quale deriva il Sencha, impiegandone però le foglie più grosse e vecchie, provenienti dalla parte più bassa dell’arbusto. Esistono due varianti di Bancha, entrambe dal sapore leggermente amarognolo:
Kukicha – ottenuto dai soli gambi della pianta, è perciò quasi completamente privo di teina (la quale si concentra prevalentemente nelle foglie). Per preparare il kukicha è necessario far bollire i rametti per alcuni minuti e poi filtrarli.
Hojicha – è costituito dalle sole foglie dell’arbusto e dev’essere dunque preparato tramite infusione.

Tè bancha (fonte: terraemadre.com)
Tè bancha (fonte: terraemadre.com)

Long Jing.
Questa varietà di tè verde che cresce nella provincia dello Zheijang è una delle più pregiate dell’intera Cina. Le piante coltivate nei pressi della Sorgente della tigre che corre, in particolar modo, sono considerate da secoli un bene d’inestimabile valore; il tè prodotto con il primo raccolto di queste piante infatti non viene neppure immesso in commercio ma è riservato esclusivamente ai dirigenti del partito comunista (in passato era riservato all’imperatore).

Gunpowder.
È la varietà di tè verde cinese più diffusa la mondo ed è quella utilizzata nel Maghreb per la preparazione del tè alla menta. Il nome (polvere da sparo) è da attribuire alla forma assunta dalle foglie che, dopo la lavorazione, si presentano raggomitolate su se stesse, pronte a “esplodere” una volta immerse in acqua.

Giorgia Fissore

foto: letteradonna.it; dottorsport.info; terraemadre.com

 

Precedente Agnes Denes: la natura nel cuore di Milano Successivo Adozione del cuore per la piccola Sole

Lascia un commento


*