Uova? No, grazie. Ecco come sostituirle

Stop alle uova di gallina (fonte: gfreefodie.com)
Stop alle uova di gallina (fonte: gfreefodie.com)

Vivere senza uova si può: esistono molte altre valide alternative per sostituirne l’impiego nelle ricette: che siate allergici, intolleranti, vegani oppure a dieta per problematiche varie legate al colesterolo, esistono soluzioni equivalenti per una cucina comunque gustosa.

Sostituire le uova nella preparazione di dolci.
Vorrei consigliarvi alcuni metodi di “rimpiazzo” delle uova che vi consentiranno di ottenere comunque dolci morbidi e saporiti, sfidando anche il più scettico dei vostri assaggiatori.

A cosa servono le uova nelle ricette?
Innanzitutto, bisogna essere consapevoli dell’impiego delle uova nelle ricette. Esse hanno essenzialmente due scopi: favorire la lievitazione, oppure per consentire una migliore amalgama dei vari ingredienti.

Come si può quindi farne a meno?
Vi sembrerà difficile crederlo fino a che non lo avrete sperimentato, ma lo stesso risultato dell’utilizzo di un uovo lo otterrete ricorrendo ad altre varianti.
Per esempio, potrete schiacciare con una forchetta mezza banana (soluzione interessante specialmente quando ne avete in casa di troppo mature e non sapete come utilizzarle) fino a ridurla praticamente in purea. I dolci assumeranno in questo caso il classico sapore “fruttato” che piace anche ai più piccoli.
Non avete le banane? Nessun problema, aprite il frigorifero: lo stesso risultato si ottiene mescolando agli altri ingredienti della ricetta 40 grammi di yogurt di soia. Il composto rimarrà particolarmente soffice.
In aggiunta a queste personalizzazioni, in commercio esistono soluzioni realizzate con miscele di amido e farina di tapioca, preparate all’uopo.

Gel di semi di lino.
Io, tuttavia, sono più per il fai da te e cerco, nel limite del possibile, di preparare in casa ciò che mi serve per garantirmi il più possibile varianti naturali. Così, ho trovato la ricetta per il gel di semi di lino.
Il risultato “effetto uovo” si ottiene grazie alla composizione mucillaginosa del seme di lino.
A differenza delle banane o dello yogurt, che sono o leganti o lievitanti, il gel di semi di lino ha entrambe le funzioni, cui si aggiunge quella emulsionante.

Preparazione a freddo o a caldo.
Per il gel di semi di lino a freddo vi serviranno un terzo di tazza di semi di lino e due terzi di tazza di acqua calda.
Miscelate entrambi gli ingredienti, lasciate riposare un quarto d’ora, poi frullate fino a quando otterrete una poltiglia gelatinosa (abbastanza rivoltante a vedersi) nella quale non distinguerete più i semi. Un cucchiaio di questo composto equivale ad un uovo e si conserva in frigorifero fino a due settimane.
L’alternativa a caldo.

Come preparare il gel di semi di lino (fonte: ideegreen.it)
Come preparare il gel di semi di lino (fonte: ideegreen.it)

Il gel di semi di lino ottenuto a caldo ha una preparazione un po’ più laboriosa, ma il risultato è apprezzabile. In questo caso bisogna far bollire 50 grammi di semi di lino in 750 ml di acqua per 20 minuti. I semi andranno racchiusi in una garza o stoffa bianca, da legare con uno spago.
Posizionate il sacchetto nell’acqua fredda in una pentola e portate ad ebollizione, avendo cura di abbassare la fiamma quando inizia a bollire. Continuate la cottura per 20 minuti, agitando un poco il sacchetto ogni tanto e schiacciandolo con un cucchiaio di legno.
Trascorsi i 20 minuti rimuovete il sacchetto e lasciatelo intiepidire. Schiacciatelo per fare uscire ancora il gel rimasto al suo interno e mescolatelo a quello della pentola
Il gel complessivamente ottenuto può essere utilizzato subito o congelato in freezer in singole porzioni pari ad un uovo (45 ml di gel) da scongelare all’occorrenza.

Il gel ottenuto a freddo non è consigliabile nei dolci soffici al gusto di vaniglia od in quelle ricette in cui il colore finale deve essere chiaro, in quanto tende a scurire un po’ l’impasto. Sconsigliato anche per glasse e salse, che risulterebbero granulose. Meglio optare per il gel a caldo, che si presta benissimo anche per la produzione di creme e gelati.

Insomma, soluzioni per fare a meno delle uova ve ne ho proposte abbastanza. Valutate voi la migliore.

Norma Raimondo

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Norma Raimondo

Informazioni su Norma Raimondo

Giornalista pubblicista, 45 anni, 28 dei quali trascorsi seguendo alimentazione esclusivamente vegetariana. Da due anni circa ho eliminato dalla mia dieta anche le uova. Ho un marito, due figli, un impiego che non è quello che sogno di fare nella vita ma di questi tempi è già qualcosa. Amo parlare, ascoltare, scrivere. Non bevo, non fumo. Ho un unico vizio: adoro leggere. Divoro generi vari, con una predilezione per le storie realmente accadute. Unica eccezione, i libri fantasy, che proprio non mi affascinano. Leggo appena posso, tenendo fede ad un motto di G. Flaubert: “ Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere”.

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